{"id":1095,"date":"2016-04-08T12:42:39","date_gmt":"2016-04-08T10:42:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bamstrategieculturali.com\/wikimuseums\/?p=1095"},"modified":"2024-06-03T13:11:59","modified_gmt":"2024-06-03T11:11:59","slug":"rijksstudio-missione-pubblica-museo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.bamstrategieculturali.com\/wikimuseums\/2016\/04\/08\/rijksstudio-missione-pubblica-museo\/","title":{"rendered":"Rijksstudio e la missione pubblica del museo"},"content":{"rendered":"<p>Tra gli ospiti di Wikimuseums siamo particolarmente emozionati all\u2019idea di avere Peter Gorgels a raccontare dal vivo il progetto Rijkstudio. Non vogliamo rovinare la meraviglia della sua presentazione, e per prepararvi vi invitiamo semplicemente a perdervi <a href=\"https:\/\/www.rijksmuseum.nl\/en\/rijksstudio\">dentro il Rijksstudio stesso<\/a>: 200mila opere da osservare nei minimi dettagli e fare vostre nel modo pi\u00f9 creativo possibile.<\/p>\n<p>Ne approfittiamo per un pensierino su come stiano cambiando la funzione pubblica del museo, la sua mission e la sua stessa autonomia: un dibattito che questo progetto olandese ha contribuito a spostare pi\u00f9 in alto di un gradino, dalla sua comparsa nel 2012.<\/p>\n<p>Come ci spiegher\u00e0 Peter, la mission della strategia digitale del Rijks \u00e8 <em>collegare l\u2019arte e le persone<\/em>. Rijksstudio \u00e8 prima di tutto lo sviluppo di questa semplice idea, fino alle sue pi\u00f9 estreme conseguenze. Detta cos\u00ec, potrebbe sembrare solo un mezzo per raggiungere un fine (hai detto niente: un mezzo incredibilmente efficace per una mission spaventosamente alta), ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Rijksstudio ha inventato un modello senza rivali di autonomia e di forza dell\u2019istituzione culturale. Il rapporto personalissimo di ri-creazione che ogni fruitore instaura con l\u2019opera vive all\u2019interno di confini e di regole stabiliti dall\u2019istituzione: come in ogni buon crowd-sourcing, tu giochi, ma io disegno il campo.<\/p>\n<p>Quel campo cos\u00ec definito \u00e8 il nuovo spazio pubblico del museo contemporaneo. Uno spazio allargato, nel quale il pubblico \u00e8 invitato a sviluppare relazioni con oggetti diversi: collezioni, spazi, eventi, immagini. Il museo, di conseguenza, trova una nuova funzione pubblica nel farsi garante e custode di questo terreno di interazione.<\/p>\n<p>Da questa presa di coscienza alla costruzione di una nuova mission, il passo \u00e8 breve: qualcuno ad esempio potrebbe concluderne che oggi un\u2019istituzione pu\u00f2 garantire la natura autenticamente pubblica delle sue collezioni solo condividendone le immagini in modo libero e gratuito al pi\u00f9 alto numero di persone possibile e garantendo che questo scambio avvenga per tutti in modo orizzontale e democratico.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista non pu\u00f2 esserci delega: intermediari, fornitori di altissime tecnologie, costruttori di portali, virtualizzatori di mostre, sviluppatori di app a pagamento: sono tutti benvenuti, a patto che giochino anche loro in quel campo riconosciuto in cui \u00e8 il museo a tenere ferma la barra della divulgazione.<\/p>\n<p>In questo senso il settore museale italiano deve ancora (e pu\u00f2) imparare la lezione del Rijkstudio: <strong>la questione non \u00e8 neppure costruire dei contenuti, ma sovrintendere a una relazione.<\/strong><\/p>\n<p>Un museo pubblico oggi deve dirci: il campo \u00e8 libero. Ed \u00e8 mio. Ed \u00e8 tuo.<\/p>\n<p>A quel punto si entra per forza: che sia un sito web o una villa neoclassica sul lungomare di Napoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra gli ospiti di Wikimuseums siamo particolarmente emozionati all\u2019idea di avere Peter Gorgels a raccontare dal vivo il progetto Rijkstudio. 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