Passa al contenuto pricipale

Qual è il legame tra arti contemporanee e industria vitivinicola? Le cantine possono a tutti gli effetti essere considerate attrattori artistico-culturali di un territorio e contribuire allo sviluppo di un turismo più sostenibile e attento alle comunità locali?

Da queste domande è nato NUPART, progetto di ricerca promosso da Università degli Studi di Verona e BAM! Strategie Culturali vincitore del bando europeo PNRR CHANGES – CREST 2 / Spoke 9 – Cultural Resources for Sustainable Tourism, che indaga la relazione tra arti contemporanee e vitivinicoltura in un’ottica di audience development e sviluppo di nuove pratiche di turismo sostenibile.

Durante il convegno conclusivo del progetto, tenutosi a novembre 2025, è stata presentata la piattaforma MetodoContemporaneo, osservatorio permanente che raccoglie i risultati della ricerca, della mappatura e delle azioni sul campo. Si tratta del principale output di un progetto che, negli ultimi mesi, ci ha permesso di lavorare insieme all’Università di Verona e sperimentare nuove connessioni tra arti contemporanee, paesaggio vitivinicolo e sviluppo culturale.

Per BAM! NUPART è stato un progetto diverso dal solito, partito dai dati e dall’impianto teorico di un dipartimento universitario e arrivato alla sperimentazione di strumenti concreti: una rete d’impresa, un brand, una mappatura, un evento diffuso, un’analisi dei pubblici.

Ma quali sono stati i 5 passaggi che hanno fatto la differenza nel trasformare una ricerca accademica in un modello operativo?

1. Integrare ricerca e progettazione culturale: da storytelling ad approccio su base scientifica

 

NUPART è stato un progetto atipico per BAM!, perché non nasce da un’esigenza territoriale o da un incarico istituzionale, ma da una ricerca universitaria.

Il Dipartimento Culture e Civiltà dell’Università di Verona aveva già tracciato una prima mappatura delle relazioni tra arti contemporanee e paesaggio vitivinicolo; il nostro compito è stato trasformare quei risultati in azioni concrete, strumenti operativi e prodotti culturali capaci di parlare a pubblici diversi.

Significa lavorare tra due mondi (accademico e progettuale) con linguaggi, obiettivi e tempi differenti. Ma è proprio in questo incontro che si è generato valore: la ricerca ha portato profondità e contenuti, mentre BAM! ha costruito processi, formati e dispositivi che hanno permesso a quei contenuti di diventare esperienza, rete, comunicazione, il tutto raccolto all’interno di un sito web.

 

2. Costruire il contesto giusto per attivare una rete culturale di imprese private

 

Uno dei risultati più significativi è stata la creazione di una rete di 14 cantine che hanno scelto di collaborare non su temi commerciali, ma su un progetto culturale. Per un settore abituato alla competizione, questa è stata una sfida tanto ambiziosa quanto necessaria.

Per costruire la rete abbiamo lavorato su tre livelli:

  • ingaggio, coinvolgendo le cantine in una visione condivisa
  • ascolto, per individuare bisogni, motivazioni e potenzialità di ciascun soggetto
  • facilitazione, accompagnando le aziende nella definizione del loro ruolo come attori culturali

Il risultato non è stato un semplice elenco di adesioni, ma una comunità di pratica: un gruppo di imprese che ha riconosciuto nel paesaggio vitivinicolo non solo uno spazio di produzione, ma un contesto culturale vivo, fatto di storie, immaginari e possibilità di relazione con il pubblico. L’evento diffuso del 17–18 ottobre e la partecipazione del pubblico agli appuntamenti hanno confermato che questa rete può diventare un modello replicabile.

 

3. Generare comunità…attraverso un brand

 

MetodoContemporaneo non è stato pensato come un semplice archivio di risultati, ma come un dispositivo di riconoscimento e appartenenza. La costruzione del brand ha svolto un ruolo chiave nel rendere visibile la rete e nel permettere alle singole realtà coinvolte di riconoscersi come parte di un ecosistema culturale condiviso.

Il brand ha operato su più livelli: da un lato, ha dato coerenza e leggibilità a un progetto complesso, tenendo insieme ricerca, azioni sul campo e restituzione pubblica; dall’altro ha contribuito a definire un posizionamento culturale e settoriale chiaro, capace di parlare sia al mondo della cultura sia a quello vitivinicolo.

Identità visiva, narrazione e piattaforma digitale hanno permesso di trasformare una pluralità di esperienze in un racconto comune, fatto di storie, pratiche e visioni. In questo senso, il brand è stato una vera e propria leva progettuale che ha accompagnato la nascita della rete, rafforzandone il senso di continuità e riconoscibilità.

 

4. Progettare le attività come strumenti di osservazione, non solo di fruizione

 

Le attività realizzate nell’ambito di MetodoContemporaneo non sono state concepite esclusivamente come momenti di fruizione culturale, ma come azioni pilota attraverso cui osservare, testare e raccogliere dati sulla percezione che il pubblico ha delle cantine come attrattori culturali.

L’evento MetodoContemporaneo. Itinerari diffusi tra arti, vino e paesaggio, inserito nella programmazione di Doors of Change, ha funzionato come contesto di sperimentazione per osservare il pubblico, testare format e analizzare le modalità di relazione tra arte, impresa e territorio: due giorni in cui le cantine hanno aperto le loro porte ai visitatori, organizzando visite guidate per ragionare insieme sul legame tra cultura, territorio e turismo sostenibile.

Questa impostazione ha permesso di affiancare all’esperienza culturale una dimensione di valutazione d’impatto, fondamentale per restituire valore alle imprese coinvolte e per costruire basi conoscitive utili allo sviluppo futuro del progetto.

 

5. Trasformare i dati in strumenti di apprendimento e di lavoro

 

La raccolta e l’analisi dei dati non rappresentano una fase conclusiva del progetto, ma uno degli elementi centrali della sua eredità. I dati emersi (dalla mappatura nazionale all’analisi dei pubblici) sono stati trasformati in strumenti di apprendimento, utili sia per consolidare l’esperienza del progetto sia per renderla replicabile e scalabile in altri contesti territoriali.

MetodoContemporaneo, in questo senso, funziona come output metodologico: un modello basato su ricerca, progettazione, test e valutazione, che permette di raccontare il progetto in modo oggettivo e scientifico, superando logiche puramente narrative o promozionali.

La mappatura diventa così non solo uno strumento di conoscenza accessibile, ma anche un dispositivo operativo, capace di attivare nuove proposte di valore per enti territoriali, imprese e soggetti che appartengono a ecosistemi diversi da quello culturale. Un patrimonio condiviso che resta in dote al progetto e ne amplia il potenziale nel tempo.

Vuoi trasformare la tua ricerca o il tuo progetto accademico in un’esperienza culturale concreta e condivisa?

Scopri tutti i nostri servizi e contattaci!