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Approfondimenti

Abbiamo raccolto i consigli di lettura di BAM! ma qualcosa è andato storto

By 23 Aprile 2026No Comments

Il 23 aprile si festeggia la Giornata mondiale del Libro, istituita dall’UNESCO nel 1995, una ricorrenza che celebra la lettura e i libri in tutte le loro forme. 

Qui a BAM! facciamo moltissime cose con i libri (non solo per studiare e conoscere sempre meglio il contesto in cui operiamo) e, in occasione del World Book Day di quest’anno, abbiamo chiesto al team di suggerire libri letti di recente da condividere con tutte le persone che ne avranno interesse o piacere: il nostro modo per celebrare questa giornata e ampliare i nostri orizzonti di lettrici e lettori.

Come già in passato, la raccolta è avvenuta attraverso un form che chiedeva di accompagnare il titolo del libro da alcune informazioni di fruizione (ci piace comprendere tutto attraverso i dati, e quindi perché non le abitudini alla lettura?!) e alle motivazioni della scelta. 

La raccolta di suggerimenti non ha seguito particolari indicazioni legate a categorie come generi letterari, formati, provenienza o altro, pensando che potessero limitare nella libertà di esprimersi e formulare proposte. Questo genere di call to action, all’interno del nostro team solitamente vengono accolte con entusiasmo e ampia partecipazione.

Qualcosa però non è andato come sperato, perché?

Le proposte sono arrivate, ma più lentamente e in numero minore rispetto alle aspettative. Nonostante i solleciti e i tentativi di far prendere bene il team, la raccolta non ha generato la bibliografia sperata – che comunque trovate in fondo a questo articolo.

Inizialmente abbiamo dato la colpa ai troppi impegni e alle troppe scadenze sul fronte lavorativo per molte persone del team. Ma, all’improvviso, il trigger

All’ultimo sollecito via chat, indirizzato soprattutto a chi non aveva ancora partecipato, è arrivata una risposta rivelatrice:

A quanto pare la grande passione per la lettura ha radici profonde.

L’entusiasmo generato da una sola proposta di libro per l’infanzia ha dato vita a una sequela di suggerimenti, commenti appassionati, fino allo schieramento di vere e proprie tifoserie sul tema delle letture che in ognunə ha lasciato segni profondi nei primi anni di esperienza con la lettura.

Ma allora, che insegnamento ne possiamo trarre?

Ci siamo cascatə in pieno, nella leggerezza su cui spesso mettiamo in guardia i nostri clienti: mai dare per scontato di conoscere gli interessi o le volontà delle persone a cui rivolgiamo un’azione di digital engagement!

Come spesso insegniamo alle classi di studentesse e studenti, professionistə del settore a cui parliamo di audience development o durante i coaching ai nostri clienti, gli ingredienti e i passaggi fondamentali per stimolare la partecipazione e l’engagement, di una comunità sono:

  • analizzare le caratteristiche e gli interessi delle persone che fanno parte del gruppo target che vogliamo attivare e coinvolgere
  • introdurre azioni di ascolto attivo per raccogliere direttamente opinioni, gusti, abitudini, esigenze
  • costruire attività e progetti basati su questi dati e informazioni per definire le regole di ingaggio, facendo leva, ad esempio, su call to action basate su contenuti sufficientemente rilevanti per quella comunità, ovvero in grado di permettere alle persone di ritrovarsi in un argomento familiare e capace di stimolare un interesse attivo, una volontà di contribuire portando le proprie competenze, il proprio vissuto o le proprie esperienze.

Regole chiare, amicizia lunga
E, una volta che siamo riusciti a far prendere bene la nostra community, a raccogliere tanti contributi, cosa ce ne facciamo?

Gli User Generated Content si possono utilizzare in moltissimi modi e per gli scopi più diversi. Nel nostro caso, l’obiettivo è duplice: in primo luogo far sentire coinvolto a tutti i livelli il nostro gruppo di lavoro, puntando sul presupposto che ogni opinione conta e ogni pensiero messo in condivisione può essere di stimolo per il team. E poi, generare un contenuto di comunicazione che possa stimolare interesse e curiosità all’esterno, che spinga la nostra rete (conoscenti, amici, follower, collaboratorə, prospect, clienti…) a conoscere meglio il nostro approccio al mondo della cultura e, magari, ritrovarsi negli interessi che condividiamo.

Qualunque sia il proposito da cui si parte in un’azione di engagement, è importante metterlo in chiaro fin da subito: un’aspettativa errata può portare a un deterioramento rapido dei rapporti o un rapido disinteresse per chi se ne fa promotore. In parole povere, ogni call to action andrebbe accompagnata da una breve spiegazione del suo obiettivo!

Se poi, altri obiettivi e rilanci arrivano dalla community stessa, ben venga!

Se avete letto fin qui, significa che ci tenete davvero tanto a conoscere i consigli di lettura di BAM!  

Ed ecco le nostre proposte per questa Giornata Mondiale del Libro. Grazie per la fiducia!

Fosco Maraini, Segreto Tibet, Milano, Corbaccio, 1998
Un’empirica meditazione sul concetto di meraviglia. Una vertigine di stupore continuo. Il racconto di quando un viaggio nello spazio corrispondeva a un viaggio in un altro tempo.

Luise Juliet Sutherland, Il viaggio impossibile, Ediciclo editore, 2024
Si tratta di una storia vera, raccontata dalla protagonista, ambientata nel 1978 nella foresta amazzonica. Io amo i viaggi in bici, certo, ma questo libro, come dice il titolo, racconta di un’impresa ritenuta impossibile…

Carlotta di Cataldo, Irene Marchesini, Rebis, Milano, Bao, 2023
Scoperta, consapevolezza e accettazione di sé in una società che addita il “diverso” come mostro. Una storia dai temi forti, ma narrati e illustrati con una delicatezza uniche e ambientata in Italia in un’epoca medievaleggiante, durante il periodo della caccia alle streghe.

Samantha Harvey, Orbital, Milano, NNE, 2025
Per fluttuare un po’ nel cosmo e sentirsi una parte molto molto piccola di un unico sistema molto molto grande.

Cristina Rivera Garza, Nessuno mi vedrà piangere, Roma, Voland, 2008
La scrittura di Rivera Garza è unica, particolare, coinvolgente e raffinata allo stesso tempo, come il punto di vista con il quale ci consegna le sue storie, mai scontato, mettendo sempre in discussione le prospettive normocentriche, come fa in questo caso, portandoci in un manicomio, nei bordelli, tra gli amori e le passioni per la vita di chi la società mette ai margini.

Pascale Petit, illustrazioni di Maja Celija, Per fare il ritratto di un pesce, Orecchio Acerbo, 2013
È un albo che consiglio per potersi perdere e “tuffarsi” nelle sue illustrazioni, facendosi accompagnare da un breve testo che parla di attese, spiagge e tonalità di blu, in un tempo che sembra sospeso.

Maha Harada, Aspettando la felicità, Milano, Rizzoli, 2024
Per farsi un bel viaggio nell’arcipelago di Okinawa senza prendere l’aereo 😉

Suzy Lee, L’onda, Mantova, Corraini, 2008
È un libro illustrato senza l’uso della parola, quindi accessibile a chiunque, che trasmette la paura di affrontare qualcosa: in questo caso il margine interno della pagina vicino alla rilegatura del libro, che per una grafica è paragonabile al terrore vero e non si sa mai quanto sia sicuro avvicinarsi!

Jonathan Franzen, Crossroads, Torino, Einaudi, 2021
Una saga familiare che ha allietato l’estate di molte di noi: hai presente quelle pagine da cui non riesci a staccarti nemmeno quando sta per arrivare la tua fermata del bus?

Gabriel Garcia Marquez, L’amore ai tempi del colera, Milano, Mondadori, 2016
È una storia d’amore che non invecchia mai (a differenza dei protagonisti) e lo stile dell’autore è unico e capace di essere profondo con semplicità

Leo Lionni, Federico, Milano, Babalibri, 2012
Mentre i suoi compagni raccolgono il cibo per l’inverno, il topino Federico sembra distratto. «Federico, perché non lavori?» chiedono gli altri topini. Ma Federico, in realtà, sta facendo qualcosa di incredibilmente prezioso… Una storia che parla di arte e poesia, indispensabile cibo per l’anima.

Oliver Sacks, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, Milano, Adelphi, 1986
Vale la pena leggerlo perché, in modo molto umano e sorprendente, mostra come il cervello possa cambiare la percezione della realtà e dell’identità. Sacks racconta casi clinici veri come fossero storie, quindi impari qualcosa di profondo sulla mente senza leggere un saggio pesante.

Alessandro Curti, Il futuro degli archivi fotografici e la memoria digitale, Seipersei, 2021
Racconto di diversi casi studio relativi ad alcuni tra i più importanti archivi italiani e una riflessione sulla valorizzazione del patrimonio fotografico e sull’obsolescenza tecnologica

Massimo Montella, Economia e gestione dell’eredità culturale, Ceda, 2022
Cosa si intende per patrimonio culturale e di conseguenza come cambiano anche gli obiettivi e i metodi per proteggerlo e valorizzarlo. Per essere efficaci, queste azioni devono adattarsi al contesto economico, sociale, culturale e politico in cui si trovano.

Jarvis Cocker, Good Pop, Bad Pop, Jimenez, 2023
Gli oggetti che abbiamo accumulato e portato in soffitta raccontano tanto di noi e a un certo punto torneranno a trovarci. Un’autobiografia in cui ritrovarsi e da cui trarre ispirazione per il prossimo decluttering emotivo. Spoiler: dovrete fare i conti con il passato tra dischi, vestiti e oggetti strambi.

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