[:it]Mixare cultura e open data: la via olandese[:en]Hacking culture into open data: the Dutch way[:]

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Nell’immagine: Bring Your Own Beamer festival di Utrecht, fotografia di Sebastiaan ter BurgCC BY 2.0

I Paesi Bassi sono stati uno dei primi paesi europei a raccogliere la sfida di open data e open content per il settore culturale, costruendo una serie di interessanti progetti di collaborazione negli ultimi anni. A Wikimuseums avremo la possibilità di ospitare uno dei principali attori che operano in questo settore, nell’ambito olandese: Open Cultuur Data, una rete di professionisti culturali, sviluppatori, progettisti, specialisti di diritto d’autore ed esperti di open data, che lavorano sul patrimonio culturale e incoraggiano lo sviluppo di applicazioni culturali di valore.

Open Cultuur Data ha preso il via nel 2011 da un’iniziativa congiunta di tre istituzioni (Kennisland, Open State Foundation e il Netherlands Institute for Sound and Vision) e da allora ha organizzato workshop, presentazioni e corsi di perfezionamento, dando sostegno alle istituzioni culturali nell’apertura dei loro set di dati, anche premiando attraverso un concorso le migliori applicazioni realizzate con i dati culturali aperti. Maarten Brinkerink del Netherlands Institute for Sound and Vision sarà con noi a Napoli per raccontarci di più su questo approccio e su come è cambiato in questi anni il punto di vista del settore culturale olandese. Nel frattempo, gli abbiamo fatto tre domande per iniziare a conoscere il progetto più da vicino.

D: Cosa ci puoi dire sulla nascita di OCD? Come avete cominciato a lavorare insieme e quali erano i vostri obiettivi iniziali?

R: Tutto è iniziato come una conversazione tra professionisti del patrimonio culturale nata intorno alla prima edizione di Apps for NL, un concorso organizzato per stimolare il riutilizzo degli open data messi a disposizione dal governo. Abbiamo pensato che sarebbe stato bello inserire in questa competizione anche open data culturali, per vedere come gli sviluppatori avrebbero riutilizzato dati provenienti dalle nostre collezioni. La rete di Open Cultuur Data a quel punto era già formata: un gruppo di innovatori del settore che volevano aiutarsi rapidamente l’un l’altro con l’apertura dei propri dati e promuoverne l’utilizzo verso i partecipanti del concorso Apps for NL. Ed ecco un fatto divertente: il vincitore del concorso alla fine è stata un’app basata su dati culturali e non su dati del governo. Quindi in un certo senso abbiamo “preso d’assalto” con il nostro patrimonio culturale quel movimento che si stava formando intorno agli open data governativi…e ci è andata bene.

D: Come avete fatto a costruire una relazione con il settore culturale nei Paesi Bassi?

R: Come spiegavo, i rapporti già esistevano: io ad esempio vengo da un’organizzazione che si occupa di patrimonio culturale. La maggior parte delle prime istituzioni che hanno aderito alla rete di Open Cultuur Data, in precedenza era stata parte di altre iniziative informali che discutevano gli sviluppi digitali nel settore dei beni culturali in generale. Quello degli open data era un argomento così complesso, ma anche così promettente, che era naturale si trasformasse in un’iniziativa autonoma.

D: Dopo cinque anni, di quale risultato andate più fieri e perché?

R: Vorrei citare due cose: da un lato siamo stati in grado di costruire un insieme efficace di attività per la costruzione della conoscenza e il trasferimento degli open data nel settore dei beni culturali. Quello che il network impara a fare viene condiviso e trasferito agli altri sotto forma di corsi di formazione o di articoli e casi di studio a disposizione di tutti. Sugli argomenti più vari: il diritto d’autore, la tecnologia, le politiche. La seconda cosa è che siamo stati in grado di evidenziare il valore aggiunto dell’apertura dei dati per il settore culturale, grazie a una ricerca sulla diffusione del patrimonio culturale olandese attraverso i progetti Wikimedia. Per maggiori informazioni, potete leggere questo articolo.

L’impatto dei progetti di open data per il settore culturale sarà uno dei temi principali che affronteremo durante la nostra conferenza di venerdì 6 maggio al Museo Pignatelli, proprio grazie alla presentazione di Maarten e dei risultati di questa ricerca.

Siete curiosi di saperne di più o volete contribuire alla discussione?

Le iscrizioni sono ancora aperte su wikimuseums.eventbrite.it, ci vediamo a Napoli!

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In the picture: Bring Your Own Beamer festival in Utrecht, a photo by Sebastiaan ter BurgCC BY 2.0

The Netherlands have been one of the first European countries to take up the challenge of open data and open content for the cultural sector, building a number of interesting collaboration projects in the last years. In Wikimuseums we will have the chance to host one of the major players working in this field in the Dutch context: Open Cultuur Data, a network of cultural professionals, developers, designers, copyright specialists and open data experts, working on cultural heritage and encouraging the development of valuable cultural applications.

Started in 2011 by a joint initiative of three institutions (Kennisland, Open State Foundation and the Netherlands Institute for Sound and Vision), since then it has organised workshops, presentations and masterclasses, supporting cultural institutions in opening up their datasets, also awarding through a competition the best applications made with cultural open data. Maarten Brinkerink from the Netherlands Institute for Sound and Vision will join us in Naples to tell us more about this approach and how it changed the perspective of the Dutch cultural sector. In the meantime, we asked him three short question to start getting familiar with the story of Open Cultuur Data.

Q: What about the birth of OCD? How come did you start working together and which were your objectives at the beginning?

A: It started as a conversation between cultural heritage professionals around the first edition of Apps for NL, a competition that was originally organized to stimulate the reuse of open government data. We thought it would be good to also position open cultural data in this competition, so see what app developers would reuse our collections for. The network Open Cultuur Data was soon born and consisted of front-runners in the sector who wanted to quickly help each other with the opening of their data and the promotion of these sets to the participants of the Apps for NL contest. Funny fact: The winner of the competition, was actually an app based on cultural data, and not government data. So in some sense we succesfully hacked cultural heritage into the open data movement that was already happening around open government data.

Q: How did you manage to build a relation with the cultural sector in the Netherlands? Were they skeptical at the beginning?

A: Since I’m personally from a cultural heritage organisation, the relations already existed. Most of the first institutions that joined the Open Cultuur Data network, were also part of an earlier informal network initiative that discussed digital developments in the cultural heritage field in general. Open data was such a complex, but also promising topic, that it resulted in a initiative on its own.

Q: After these five years which accomplishment are you most proud of and why?

A: I would like to name two things: On the one hand we’ve been able to build an effective set of activities for knowledge building and transfer about open data in the cultural heritage field. The shared learnings of the network are captured and transfered in the form of masterclasses and a freely available reader. This covers things like copyright, technology and policy. The second thing is that we’ve been able to evidence the added value of opening cultural heritage for reuse with the research we’ve done on the impact of Dutch cultural heritage through Wikimedia projects. For more information you can read this article.

The impact of open data projects for the cultural sector will be a major theme we will try to face during our conference on friday, May 6th in Museo Pignatelli, also thanks to Maarten’s presentation. Are you curious to know more or want to contribute to the discussion? Subscriptions are still open on wikimuseums.eventbrite.it: hope to see you there!

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