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Piccola guida di sopravvivenza al settore culturale italiano

By 19 Luglio 2017 Ottobre 14th, 2020 No Comments

 

Ovvero come abbiamo cercato di convincere 15 imprese olandesi (e prima ancora, noi stessi) che l’Italia è un bel posto se lavori nei servizi digitali per musei, biblioteche e archivi

 

Dal 20 al 23 giugno BAM! Strategie Culturali ha affiancato l’Ambasciata dei Paesi Bassi (@olandiamo.in.italia) nell’organizzazione di una parte delle iniziative ufficiali legate alla Visita di Stato dei Reali d’Olanda in Italia.

Ci è stato dato un compito difficile ma affascinante: fare da guida nel settore culturale italiano a una delegazione di imprese e istituzioni olandesi che lavorano nel settore dei servizi digitali innovativi per musei, biblioteche e archivi. Alcuni vantano un curriculum davvero di tutto rispetto che li rende tra le più affermate organizzazioni nei rispettivi segmenti di mercato: da Picturae e Axiell per la digitalizzazione e la gestione delle library online, Guide ID per lo storytelling museale, il museo di scienze naturali Naturalis e Organisation in design, agenzia di servizi per designer promotrice di Ventura Lambrate e Ventura centrale

Come abbiamo fatto?

Abbiamo usato le armi del networking organizzando per loro incontri e visite con importanti istituzioni italiane: MAXXI, Galleria Nazionale, Biblioteca Nazionale, Pinacoteca di Brera, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci, ma anche Uffizi e Polo museale della Campania.

Li abbiamo infarinati di MEPA dando loro gli estremi per orientarsi nel mercato della pubblica amministrazione.

Abbiamo organizzato un matchmaking partecipatissimo, durante il quale le abbiamo fatto incontrare con oltre trenta istituzioni e imprese culturali italiane che sono arrivate a Milano il 22 giugno piene di domande, curiosità e voglia di collaborare. Sono ripartite con entusiasmo e contatti internazionali di altissimo livello: da Biblioteca Salaborsa a Teatro Alla Scala, passando per Palazzo Grassi e Punta della Dogana e Piccolo Teatro, Muse e Sistema bibliotecario milanese, Museo del Cinema di Torino e Mudec e tanti altri.

A chi è servito?

Ai delegati olandesi

Quella che hanno deciso di affrontare le organizzazioni olandesi è innanzitutto una sfida legata alla comprensione del framework burocratico-amministrativo nel quale vivono e operano le istituzioni culturali italiane. Mancano i termini di paragone, le basi. Lentamente hanno potuto meglio comprendere grazie ad alcuni interventi – su tutti quello di James Bradburne, direttore generale della Pinacoteca di Brera – che il sistema culturale italiano pubblico sta affrontando una fase di forte cambiamento, sia strutturale, sia di approccio. Hanno potuto comprendere come lo shift che stiamo vivendo miri a rendere le  istituzioni italiane esempi di gestione e valorizzazione internazionale, non demandando tali compiti esclusivamente alla ricchezza del nostro patrimonio.

Insomma, hanno capito che il lavoro non manca, che di spazio ce ne può essere anche per i loro servizi all’avanguardia, che, seppur tra molti ostacoli, il settore è in movimento e un reale cambiamento è già in corso.

Al settore italiano

I player italiani che hanno partecipato alle iniziative hanno vissuto i momenti di confronto con le organizzazioni olandesi come una novità, rispetto alla quale:

  • le istituzioni si sono dimostrate pronte, magari alcune inizialmente scettiche ma poi reattive e capaci non solo di cogliere la sfida, ma di indagare a fondo le specificità delle realtà olandesi  (riflessione a caldo: non è che troppo spesso ci sottovalutiamo?);
  • le imprese si sono dimostrate entusiaste, quasi spaesate dall’opportunità (non è che forse è l’ora di concentrarsi meno sulle start-up e sforzarsi di impattare significativamente su attori consolidati del settore?).

Per BAM!

Una settimana impegnativa ma esaltante e una grande opportunità che abbiamo cercato di onorare al meglio: speriamo di poter continuare a essere dei punti di riferimento, sia per il settore italiano sia per futuri progetti dedicati all’internazionalizzazione.

 

PER SAPERNE DI PIÙ:

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