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Dove vai quando vai in Biblioteca?

By 29 Luglio 2022Agosto 1st, 2022No Comments

Progettare una segnaletica che prenda per mano l’utente

Il patrimonio culturale è talmente ampio che ci si può perdere, specialmente quando si esplora qualcosa di nuovo: da dove comincio? che cosa scelgo? Lo stesso vale per i luoghi che custodiscono un patrimonio così vasto, per eccellenza le biblioteche: cerchiamo qualcosa di importante – forse non sappiamo nemmeno che cosa – ci perdiamo, talvolta torniamo a casa sconfitti e soverchiati.

Accanto al ruolo imprescindibile del bibliotecario, sono diversi gli strumenti da mettere in campo per orientare i passi degli utenti nello spazio. In questo articolo proviamo a capire come si progettano questi strumenti quando si tratta di biblioteche: come guidare l’utente alla ricerca di un libro desiderato oppure alla scoperta di qualcosa di inaspettato e soprattutto aiutarlo a scoprire i tanti servizi e le tante funzioni che sempre più le biblioteche offrono alla comunità ‘oltre il libro’.

Scopriamo insieme alcune accortezze, con esempi tratti dal nostro recente incarico per la Biblioteca Malatestiana.

Wayfinding e inclusività

Per prima cosa dobbiamo ricordarci che non siamo tuttə uguali. Spesso nemmeno ce ne accorgiamo e applichiamo degli standard che in realtà risultano poco inclusivi. Questo ha un impatto sulla segnaletica? Eccome! Quali parole, icone, elementi visivi, come crearli e dove posizionarli: nessuna di queste è una scelta neutrale. Ad esempio? Sfoglia la gallery!

Scegliere il tono di voce

Il registro formale delle istituzioni culturali è spesso una non-scelta, un’abitudine a cui la comunicazione si conforma. Quando una biblioteca decide di costruire o rinnovare la propria segnaletica ha l’occasione di ripensare anche il proprio tono di voce: come vogliamo parlare alle persone che vengono a trovarci?

Diversificare gli strumenti

La persone sono tutte diverse, per quanto ci sforziamo di costruire ogni strumento affinché sia inclusivo, spesso la soluzione migliore può essere quella di diversificare i materiali di comunicazione. Così oltre al percorso di segnaletica, possiamo decidere di affiancare una mappa cartacea, oppure una guida digitale o qualsiasi altra soluzione si adatti alla forma della biblioteca e alle esigenze dei suoi utenti.

La nostra mappa per la Biblioteca Malatestiana con la nuova identità coordinata. Un A4 piegato in tre, ogni piega è un piano, le icone ti accompagnano nell’esplorazione.

Uscire dalla cornice

Targhe, totem e roll-up possono essere strumenti utili e relativamente facili da realizzare e da installare. Ma cosa succede se proviamo ad andare oltre i soliti materiali? Guardiamo lo spazio e sforziamoci di uscire dalla cornice: pareti, angoli, pavimenti, scale: tutte le superfici possono diventare “parlanti”, ospitare segni e guidare l’utente.

Costruire un percorso

Immaginate se la nostra guida in una città straniera ci promettesse una passeggiata e poi ci lasciasse da soli nel bel mezzo della città. Spesso i percorsi di segnaletica incorrono proprio in questo errore, trascurando di accompagnare l’utente lungo tutto il percorso, dall’orientamento iniziale, alle indicazioni intermedie fino a segnalare la meta una volta raggiunta.

Ascoltare il pubblico

Non da ultimo, alla base della completezza e dell’efficacia della segnaletica ci sono dei momenti di ascolto e analisi dei pubblici, per sviluppare percorsi che rispondano alle diverse esigenze di chi frequenta lo spazio bibliotecario (o potrebbe iniziare a frequentarlo se accolto nel modo giusto).

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