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Comunità di pratica e partecipazione: 7 cose da non fare

By 21 Dicembre 2020 No Comments

Qualche consiglio sulla costruzione di una comunità di pratica per la partecipazione culturale, da chi ci è già passato.

 

La partecipazione culturale è una vera e propria sfida contemporanea. ‘Sfida’ è senz’altro una parola abusata, ma in questo caso ci vuole proprio. Perché “cedere una parte del proprio potere” sta diventando una richiesta forte da parte delle comunità che circondano le istituzioni culturali e di conseguenza un’urgenza per le istituzioni stesse.

Sfida anche in quanto esperimento, esperienza che si costruisce guardando alle best practice internazionali, ma soprattutto mettendosi alla prova e imparando dai propri errori. Perché ogni istituzione, ogni territorio e ogni pubblico è differente e richiede nuove e diverse modalità di ingaggio.

A due anni dall’inizio del progetto Open Vicoli, possiamo dire che ci siamo passati! Due anni per attivare una rete di organizzazioni culturali e trasformarla in una comunità di pratica, in grado di realizzare progetti di partecipazione culturale nei vicoli di Genova. Ora che il progetto si chiude, guardiamo indietro per condividere quello che abbiamo imparato. Pronti? Cominciamo!

7 cose da non fare

1. Fare tutto da soli

Prima ancora di rivolgerti al pubblico, occupati di trovare alleati! Con Open Vicoli abbiamo scoperto che spesso basta letteralmente girare l’angolo per trovare qualcuno da coinvolgere come parte attiva del progetto.

2. Restare tra amici

Sei un museo e coinvolgi gli altri musei del tuo territorio: benissimo, ma puoi fare di più! La costruzione di una comunità di pratica è l’occasione per ibridarsi: vai in cerca di organizzazioni che non conosci, che fanno cose completamente diverse dalla tua. Cosa ne dici ad esempio di fare lavorare un’associazione che realizza borse con detenute e ex-detenute insieme con un’istituzione museale?

3. Fermarsi alle proprie competenze

Scordati quello che sai (già) fare. Collaborare con altre organizzazioni per coinvolgere il pubblico ti richiederà di ricominciare da capo, imparare cose nuove, ascoltare, chiedere aiuto ad altri professionisti e organizzazioni. Quindi formazione prima di tutto, per l’organizzazione stessa e il suo staff.

4. Accontentarsi di un progetto

Ora hai la tua rete di organizzazioni e, se hai lavorato bene, è una rete ibrida. Falla lavorare a pieno regime! Forma delle squadre, possibilmente eterogenee, e sfida ciascuna squadra a ideare e realizzare un proprio progetto. A Open Vicoli li abbiamo chiamati Tavoli, se ne sono formati 4 per un totale di 25 organizzazioni coinvolte e 4 progetti sviluppati. Li abbiamo presentati tutti l’11 dicembre in diretta Facebook.

5. Lavorare a compartimenti stagni

Se vuoi che la macchina funzioni, non lasciare da solo nessuno. Fai in modo che tutti abbiano modo di confrontarsi periodicamente su come sta andando. Lo sappiamo, è faticoso, ma la comunicazione interna è fondamentale! Nel caso di Open Vicoli, BAM! ha ricoperto il ruolo chiave di Community Manager: non solo abilitare ma coordinare e facilitare la creazione della comunità, sempre insieme alla Cooperativa Sociale Il Laboratorio, capofila del progetto e referente della rete direttamente nel cuore di Genova.

6. Puntare tutto sul finale

Lavora per step intermedi, valorizza il processo, esci periodicamente dalle mura del tuo museo e incontra la città. Eventi e manifestazioni culturali, anche piccole, sono il modo migliore per stare in contatto col territorio (e con la realtà!). Questo è il momento di sperimentare: laboratori, giochi, esposizioni artistiche, passeggiate… che cos’altro puoi inventare?

7. Fermarti ai primi risultati

Hai lavorato duramente per mettere in piedi la tua rete e sviluppare dei progetti di coinvolgimento del pubblico. Non fermarti! Dopo due anni di lavoro, sostenuto dal bando Open Community di Compagnia di San Paolo, la grande sfida di Open Vicoli è proprio quella di mantenere attiva la comunità di pratica. Il 10 e 11 dicembre ci siamo confrontati anche su questo, in due giornate dedicate a Cultura e Partecipazione con i partner della rete e altri importanti attori del panorama culturale genovese.

Bonus

Prima e dopo Open Vicoli, abbiamo avuto altre occasioni di lavorare sulla partecipazione culturale, sulla co-progettazione e facilitazione, ma questo progetto ha rappresentato una meravigliosa opportunità di crescita. Tipo? Tipo:

  • La possibilità di sperimentare, mettendo a punto nuovi strumenti di progettazione condivisa, e un’opportunità di apprendimento.
  • La costruzione di una semantica comune, anche tra soggetti e contesti d’azione spesso molto diversi tra loro. E la difficoltà nel cercare di farlo.
  • La conferma del valore moltiplicativo del ragionare e operare condiviso.
  • La continua scoperta di un dedalo infinito di percorsi e persone.
  • La consapevolezza del non poter prevedere i risultati delle azioni di un progetto di cui erano definite le procedure ma non i contenuti, le regole del gioco ma non i risultati che sarebbero emersi.

Non ti basta?