Racconto di un weekend all’insegna della danza e delle questioni di genere, ma anche dell’ascolto e della condivisione con i partner europei del progetto
Durante il ventennale di Gender Bender International Festival, si sono riunitə a Bologna partner e dancemaker di Performing Gender – Dancing In Your Shoes, di cui BAM! cura la comunicazione fin dalla sua prima edizione (2013-2015).
Per l’occasione, noi di BAM! abbiamo seguito le sessioni di lavoro organizzate dal capofila Cassero LGBTI+ Center per immergerci nei temi del progetto: tre momenti di incontro e scambio delle esperienze fatte finora in 8 diversi paesi europei.
Partiamo dalle basi. Cos’è Performing Gender – Dancing In Your Shoes?
Un progetto europeo triennale di audience development che intende sviluppare nuove pratiche artistiche nel campo della danza e delle arti performative coinvolgendo le comunità culturali e locali dei diversi paesi europei partner, instaurando una discussione sul genere e le identità LGBTQIA+.
BAM! ha curato la comunicazione online di Performing Gender fin dalla sua prima edizione, ed è responsabile della digital strategy della terza edizione in corso. Qui invece puoi navigare il sito web di cui curiamo i contenuti.
A che punto è il progetto?
Ad agosto 2022 si è conclusa una prima fase, quella delle community dance practices. Le organizzazioni culturali del partenariato di Performing Gender sono state chiamate a coinvolgere le comunità locali attraverso cicli di workshop che si sono configurati come processi artistici di co-design e co-creation. Nelle pratiche di community building giocano un ruolo chiave lə artistə e lə audience developer che hanno il compito di coltivare e approfondire la relazione con i membri delle comunità.
Il Summer Camp a Bologna
13 lə dancemaker europee presenti tra venerdì pomeriggio e sabato mattina che hanno condiviso le loro esperienze con i partner e la community di Bologna.
La prima sessione si è aperta con pratiche di danza in cui ogni dancemaker, per 15 minuti, ha condotto uno o più esercizi proposti in precedenza nel proprio paese con le comunità locali. Attraverso il movimento lə presenti hanno ascoltato i loro corpi, hanno inventato storie, hanno riflettuto sulle forme e le memorie che un corpo può trattenere, hanno esercitato la fiducia e messo in gioco le loro storie personali e identità.
A seguire, in una sessione di restituzione sulle pratiche svolte e di confronto sulle esperienze fatte con le community di ogni paese, partner, dancemaker e audience developer hanno parlato delle sfide del progetto e di come il tema del genere è stato portato all’interno delle community dance practices. I punti più importanti emersi durante la conversazione sono stati i problemi nella definizione di “comunità” e gli elementi che non devono mancare all’interno del processo di community building. Un altro aspetto importante emerso è che la relazione con i membri di una comunità richiede ascolto attivo, tempo e prendersi davvero cura l’uno dell’altro costruendo spazi sicuri in cui potersi esprimere e condividere.
La giornata del sabato si è conclusa a DAS – Dispositivo di Arti Sperimentali con “Wannaplay”, un momento di improvvisazione di danza e musica elettronica (a cura di Francesco Giorni) aperta al pubblico. E così le dancemaker di Performing Gender, assieme alla community di Bologna, si sono presentati al pubblico bolognese e Gender Bender Festival attraverso una performance di gesti liberi e spontanei.
Il Summer Camp è terminato domenica 18 settembre con una giornata dedicata alla condivisione delle esperienze delle dancemaker, e delle future azioni di disseminazione indirizzate ai policy maker e curate dal British Council. Una delle fasi finali di Performing Gender prevede infatti un’azione di networking e PR con i policy maker per valorizzare gli output della ricerca che DAMSLab (Università di Bologna) sta portando avanti.
What’s next
In questi ultimi mesi del 2022 si è aperta una nuova fase, quelle delle residenze artistiche per le quali lə dancemaker viaggeranno nei diversi paesi europei per conoscere e contaminare con le loro pratiche le comunità locali.
Ma, se volete saperne di più sui prossimi passi di Performing Gender- Dancing in Your Shoes, vi consigliamo di esplorare il sito e restare aggiornatə sulla pagina Facebook. Ah! Come dimenticarlo! C’è anche un canale Vimeo.
[Foto di Anna Kushnirenko]









